Al momento l’export dei prodotti vitivinicoli italiani sta dando ottimi risultati. Nel 2017 le esportazioni hanno toccato la cifra record di 6 miliardi di euro (il 15% dell’export complessivo di food), segnando un + 6,5% sul 2016. In totale esportiamo circa 21,5 milioni di ettolitri di vino, con prevalenza verso i mercati europei. Anche il Nord America e l’Asia danno numeri di crescita, con la Cina che però si classifica solo ottava con circa 140 milioni di euro, anche se con un incredibile trend: + 29% rispetto all’anno precedente.

Come vengono percepiti i vini italiani all’estero?

In Europa l’Italia gode di una ottima reputazione, soprattutto in Germania, dove il vino italiano viene considerato di qualità e a buon mercato. Questo a differenza dai vini francesi, che vengono considerati di altissima qualità, che permette loro di vendere a prezzi alti. Per quanto riguarda il mercato inglese, più che i vini fermi è il Prosecco a farla da padrona, con quasi il 40% delle bottiglie prodotte esportate. Come in Germania il consumo è ancora molto legato al prezzo, ma in questo caso l’acquisto prevalente è nei bar o nei ristoranti, mentre nell’Europa Centrale al supermercato.

Oltreoceano, gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco. Il consumatore nordamericano conosce il vino italiano e cerca la qualità. Spesso segue corsi e partecipa alle degustazioni, legge riviste di settore e si informa sempre sul punteggio dato ad un vino da magazine come Wine Spectator.

Attualmente la sfida dell’Italia è nei mercati asiatici, poiché qui il vino è arrivato dopo molti competitor. In Giappone l’Italia ha una lunga tradizione di export e il consumatore locale che beve vino conosce da tempo i nostri prodotti. I nostri prodotti sono conosciuti maggiormente a Hong Kong, Singapore, Shanghai. Al consumatore asiatico piacciono i vini rossi importanti. Chi compra lo fa consapevolmente, è disposto a spendere per la qualità e si informa sulle riviste di settore. I vini francesi in Cina sono i più venduti e spesso sono comprati come status symbol, seguiti da vini cileni o australiani. Rispetto ai francesi siamo percepiti come di qualità inferiore, mentre siamo troppo costosi se paragonati ai vini cileni o australiani.

Per esportare di più è necessario creare una forte strategia di promozione sui mercati scelti, ma è anche essenziale capire come i consumatori percepiscono il Made in Italy.

Per questo Interwine ha agenti nei mercati vinicoli più appetibili al mondo, per poter consigliare al meglio le strategie di promozione conoscendo i pro e i contro di ciascuna area.