L’analisi dei dati riferiti ai primi 5 mesi di esportazioni di vino nel 2018 hanno mostrato risultati strabilianti. Coldiretti, sulla base dei dati ISTAT, in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2018 di Ismea e Unione Italiana Vini, ha infatti indicato un aumento del +4% rispetto allo stesso periodo riferito allo scorso anno. Numeri che mettono il prodotto “vino” al primo posto nella sezione export agroalimentare italiano.

In particolare, le vendite hanno avuto un incremento in valore del +3,7% negli USA, che con questi dati mantengono la loro posizione di mercato di punta per i vini italiani, +3,6% in Germania e un incredibile +12,2% in Francia, primo e storico rivale dell’Italia del vino. In calo rispetto all’aumento generale sono le esportazioni in Canada che hanno mostrato una riduzione dell’1% dopo l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio (CETA).

I dati e le osservazioni di Coldiretti arrivano in corrispondenza con l’inizio della vendemmia, che quest’anno lascia ben presagire vista l’ottima qualità dell’uva e la quantità in aumento tra il 10% e il 20% (anche 30% in determinati territori) se confrontata con quella del 2017. La vendemmia in Italia impegna 310 mila aziende agricole e quasi 46 mila aziende vinificatrici su una superficie a vite di 652 mila ettari. Si tratta di una attività che innesca un’economia da oltre 10,6 miliardi di fatturato e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone tra quelle impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale e quelle presenti in attività connesse e di servizio.